Graham Simmons, Vita di Gesù dopo la crocifissione, Sperling & Kupfer, p.347,18 euro.
Gesù è sopravvissuto alla crocifissione? Graham Simmons, che ha dedicato la sua vita a ricerche storiche e archeologiche in Egitto e nell’area di Rennes le Chateau per svelare quanto resta ancora oscuro sulla vita del Re dei Re, non ha alcun dubbio nell’affermare che Gesù sopravvisse al supplizio della Croce, inflittogli nella Palestina romana. Simmons sostiene che ha avuto sempre una certa predisposizione per le scoperte, ma in questo caso appaiono di scarsa rilevanza scientifica.
Si limita a citare testi antichi e studi recenti, tutti tendenti a dimostrare, come in un processo
indiziario, le numerose ipotesi circa la sopravvivenza di Gesù alla crocifissione.
“ Se Gesù aveva poteri taumaturgici – sostiene Simmons -, non possiamo escludere che li abbia applicati al suo corpo”. E se la ferita la costato non giunse a trafiggere il cuore, né i polmoni – ma non spiega come sia giunto a questa conclusione – “ la spiegazione più verosimile è che c’era qualcuno pronto a somministrare a quell’uomo così malconcio le cure necessarie”.
Sopravvissuto, così, alla crocifissione, Gesù sarebbe stato imbarcato in gran segreto con tutta la sua famiglia in una nave di Giuseppe di Arimatea , diretta nel Midi della Francia, dove visse sino alla morte.
Una tesi suggestiva di Simmons, non priva di una sua logicità, è che il sepolcro di Gesù possa trovarsi nei pressi di Rennes le Chateau e questo, secondo l’autore, potrebbe spiegare i molti misteri che circolano intorno a questa suggestiva località, dall’improvvisa ricchezza dell’abate Sauniere all’interesse particolare che i Templari dimostrarono per l’intera regione della Linguadoca.
La vicenda degli sputi sulla croce, principale atto d’accusa di eresia nei confronti dei Templari, potrebbe essere spiegato con la convinzione da parte di questi ultimi che la croce rappresentasse un aspetto della vita di Gesù che non sarebbe dovuto diventare oggetto di particolare venerazione, in quanto discendenti di quei giudeo-cristiani che fin dal principio avevano custodito il segreto di una diversa versione dei fatti.
Probabilmente nel corso della loro decennale ricerca nei cunicoli del tempio di Gerusalemme, i Templari cercavano documenti che, una volta trovati, li rimandarono nel regno da cui provenivano molti dei loro fondatori. Quello che cercavano, secondo l’autore, era una tomba, la cui natura era tale da inferire alla loro fede cattolica un colpo mortale. Per questa scoperta pagarono il più alto prezzo immaginabile.
Manuela Girgenti
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